I 5 maggiori trend del 2022 nel settore delle costruzioni

I 5 trend del 2002 che andremo ad illustrare non sono novità nel senso lato del termine. Si tratta di tendenze nel contesto attuale dell’industria delle costruzioni che offrono un approccio innovativo e che creano nuove possibilità di sviluppo e un miglioramento che coinvolge l’intera filiera.

L’innovazione che il 2022 si appresta ad apportare non è intesa in termini di nuove scoperte tecnologiche e rivoluzioni digitali, poiché la Digital Transformation del settore AEC è un fenomeno in corso ormai da svariati anni e le principali svolte tecnologiche sono già conosciute a livello teorico anche se talvolta poco applicate nella pratica.

Lo scenario che si sta presentando per l’anno appena iniziato è quindi una riscoperta degli strumenti e dei metodi tecnologici che si hanno a disposizione, con l’ideazione di nuove strategie e soluzioni smart per migliorare un settore già consapevole del cambiamento in atto.

Secondo fonti Istat, nel 2021 l’industria delle costruzioni in Italia ha registrato un +0,6%, dato positivo a cui ha contribuito senza dubbio l’Ecobonus 110%. Quest’ultimo, secondo la stima del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri per l’anno appena conclusosi, ha portato un livello di produzione aggiuntiva totale per tutta la filiera pari a 19,6 miliardi di euro e ha contribuito all’aumento di 153.000 unità tra occupazione diretta ed indiretta.

La previsione per il 2022 si mantiene positiva, a fronte di difficoltà oggettive derivate dall’aumento dei costi e dalla difficoltà di reperimento dei materiali.

Per fronteggiare tali problematiche, parte di un più ampio rallentamento a livello mondiale, il settore delle costruzioni sta rispondendo potenziando le tecnologie a sua disposizione. Ciò con lo scopo di migliorare sia la qualità del lavoro, a fronte di un minor spreco di materiali, che la sempre più importante tematica della salvaguardia dell’ambiente.

1. IoT & Digital Twins

L’IoT (Internet of Things) continuerà a essere un key player nel mondo delle costruzioni nel 2022, così come per gli anni a venire.
La possibilità di installare negli edifici dispositivi di dimensione minima, capaci di effettuare misurazioni e rilevazioni di svariata natura, low-cost, wireless e con necessità energetiche infinitesimali, evolve il concetto di “domotica” in maniera esponenziale: l’orizzonte del nuovo anno appena iniziato prevede l’integrazione diffusa di questi sensori e dispositivi negli edifici, soprattutto di nuova costruzione.

L’attenzione attuale si sta concentrando particolarmente nella fase di gestione e manutenzione degli edifici, cercando non solo di ottimizzare gli interventi ordinari ma anche effettuare previsioni di comportamento in caso di eventi straordinari.

L’instaurarsi di politiche di prevenzione è fondamentale per garantire una maggiore sicurezza degli ambienti e delle infrastrutture. Sono troppo frequenti le notizie di cronaca che riportano incidenti dovuti a manutenzioni carenti in manufatti in tutta Italia, dal civile-abitazione ai ponti, con un costo in termini di vite non ammissibile in un paese civile.

Metodologia BIM e Intelligenza Artificiale

Nel 2022 si prevede comunque un aumento dell’interesse verso sensori ambientali finalizzati all’ottimizzazione del comfort degli ambienti, implementati in piattaforme digitali che, tramite l’unione di metodologia BIM e Intelligenza Artificiale, rendono maggiormente interattivi e interrogabili i Digital Twin degli edifici.

Dei benefici dei Digital Twin nella fase di Operation & Maintenance abbiamo già parlato nel recente articolo dedicato.
L’interesse che si prospetta è la diffusione su larga scala della tecnologia, con il fine della creazione del gemello digitale dell’intera città, a partire dall’unione dei singoli Digital Twin degli edifici.

La finalità ultima è la gestione e pianificazione sostenibile delle città, tematica che avanza col nome di Smart Cities.
Ciò che al momento ostacola questo obiettivo visionario è la tecnologia stessa. I Digital Twin sono organismi edilizi virtuali che vivono in ecosistemi digitali supportati dalle software house che li creano e ne mantengono attiva l’operatività.
Il proposito di interconnettere, in un’unica infrastruttura, l’insieme di Digital Twins originati in piattaforme differenti porta alla luce una problematica di compatibilità multipiattaforma che al momento non trova risposte.

Quello che è oggi tangibile, però, è l’interesse sempre maggiore degli stessi proprietari degli asset immobiliari verso l’essere parte attiva del processo delle costruzioni e di monitorare lo “stato di salute” del proprio patrimonio immobiliare, grazie alle analisi dei dati rilevati dalla sensoristica ed elaborati nelle piattaforme tramite processi di Data Analytics e Business Intelligence.

2. Modularità e prefabbricazione

Una delle componenti che sta caratterizzando l’intero comparto e che, congiuntamente allo status pandemico, ha rallentato maggiormente il decorso dei cantieri in questo 2021 è stata di sicuro la carenza di squadre di operai.
Il turnover generazionale non è equilibrato: sempre meno giovani si inseriscono nel mondo del lavoro edile e il deficit di forza/lavoro, in molti casi, ha bloccato interi siti.

La necessità attuale è quella di mantenere invariato il volume di lavoro, a fronte di un quantitativo inferiore di manodopera.
La risposta nel 2022 sarà una maggiore applicazione, ove possibile, di strategie progettuali che prediligano l’utilizzo di componenti prefabbricati.
Le tempistiche di cantiere risulteranno quindi ridotte, poiché si sostituisce la costruzione in situ con attività di montaggio e installazione, molto più veloci.

Se dal lato del cantiere ciò risolve (in parte) la carenza di lavoratori e abbatte i tempi di costruzione, la risposta da parte degli stabilimenti dovrà però essere contrappesata da una produzione più “modulare e standardizzata”, per poter soddisfare le maggiori richieste che questa strategia comporta dal punto di vista industriale.

La riscoperta della modularità applicata alla prefabbricazione mette in luce differenti e attuali problematiche dell’industria delle costruzioni: la necessità di garantire standard di qualità elevati, costruendo edifici sostenibili in maniera veloce e sicura.

La prefabbricazione consente un grado di precisione dei prodotti quasi infinitesimale, riducendo gli scarti, mediante produzione di componenti con minor sfrido possibile e migliorando la sicurezza in cantiere.

3.  3D printing e materiali innovativi

La sola prefabbricazione però non può far fronte alle difficoltà di un intero comparto. È necessario che le differenti soluzioni individuate lavorino in sinergia.

Emblematico è il caso del 3D printing applicato all’edilizia, il quale può migliorare situazioni in cui la prefabbricazione non è in grado di arrivare, come, ad esempio, le opere che necessitano struttura in calcestruzzo.

Sono numerosi ormai gli esempi di edifici innovativi costruiti da zero con l’ausilio di stampanti 3D a dimensione di edificio.

I benefici maggiori sono nella velocità di esecuzione, con la possibilità di “stampare” un’intera casa in meno di 24h, utilizzando attrezzature limitate e con un quantitativo di manodopera irrisorio, rendendo il cantiere un luogo più sicuro.

Il diffondersi di questa tecnologia porta però con sé la necessità di materiali adeguati, riportando la discussione verso la tematica della sostenibilità.
Nel 2022 una tecnologia costruttiva emergente non può che partire dal presupposto di utilizzare materiali innovativi particolarmente performanti e, allo stesso tempo, con un minore possibile impatto ambientale.

I laboratori di ricerca stanno portando avanti indagini su particolari tipologie di calcestruzzo, conosciuto come “bendable concrete”: ha la particolarità di essere maggiormente elastico e con caratteristiche di “autoriparazione”.
Si stanno studiando anche materiali ricavati da lavorazioni del legno o composti derivati dal riciclo di altri componenti.

4.  Droni, robotica e wearables

La sicurezza, come abbiamo visto, è trasversale a ogni fase del settore ed è quindi uno dei temi centrali da esplorare nel 2022.
Nell’ambito del cantiere stanno prendendo piede tecnologie specifiche che facilitano il lavoro e consentono agli addetti di operare in un contesto maggiormente protetto.

L’uso dei droni per il monitoraggio dei lavori si prevede sarà sempre più diffuso, soprattutto nei siti di opere complesse o particolarmente estese.
Immaginiamo, ad esempio, il cantiere di un viadotto e a come l’ausilio di questi dispositivi volanti possano rendere più facile la sorveglianza dei lavori da parte dei project manager.

Un’altra tecnologia che verrà maggiormente esplorata nel corso del 2022 sarà l’uso dei robot.

Questi vengono programmati per eseguire attività ripetitive, come la disposizione dei mattoni a creare un muro. Si stanno ampliando però i contesti, soprattutto quelli ad alto rischio, in cui i robot possono sostituire la manodopera umana.

È il caso delle demolizioni: si sta espandendo l’interesse verso l’uso di specifici robot che subentrino in situazioni in cui non è garantita la sicurezza dei lavoratori.

Al momento si tratta di una tecnologia molto costosa e nettamente più lenta rispetto all’impiego di una squadra di operai. La previsione attuale è che le attività robotizzate verranno concretizzate soprattutto in situazioni altamente specifiche e per il quale il loro utilizzo porterà un miglioramento tangibile.

Dispositivi di sicurezza in cantiere

Se fino a ora abbiamo indagato aspetti che riguardano il cantiere nel suo complesso, ora ci soffermiamo su un trend che riguarda il lavoratore singolo: i dispositivi di sicurezza.

Negli anni è stata fatta molta strada nel campo dei dispositivi di protezione individuale, grazie all’utilizzo di attrezzature e materiali sempre più performanti.
Ma ancora una volta la tecnologia IoT si sposa con le tecniche tradizionali, andando a creare nuovi dispositivi di sicurezza smart ed indossabili, tra cui troviamo:

  • scarpe antinfortunistiche con sensori di pressione per rilevare cadute accidentali di materiali, dotate di geolocalizzazione e ricaricabili camminando
  • caschi protettivi dotati di rilevatori di stanchezza a prevenzione del fenomeno del “microsleep”, attimi di sonno talmente brevi da essere quasi impercettibili, ma che nell’ambito di un cantiere edile possono causare incidenti fatali.
  • rilevatori di gas indossabili da operai che lavorano nel campo dell’energia
  • rilevatori di parametri vitali per il monitoraggio della salute dei lavoratori.

Questi sono solo alcuni dei dispositivi IoT di sicurezza e indossabili, piccoli e low cost in termini di prezzo e per esigenza energetica, ma dal valore inestimabile per la protezione delle persone.

5.  Intelligenza artificiale

L’uso dell’Intelligenza Artificiale si sta espandendo rapidamente in ogni settore. Questo perché ha un grado di versatilità che consente di applicarla in qualunque ambito con rilevanti benefici.

Per il solo settore delle costruzioni è stato stimato che il mercato dell’AI a livello globale arriverà a un volume economico di quasi 2 miliardi di dollari entro il 2023, registrando un +450% rispetto al 2018 in cui esso valeva 407 milioni di dollari.

La particolarità dello sviluppo dell’AI è la segmentazione in diversi filoni di evoluzione legate a differenti fasi di attività lungo la filiera produttiva. Questi macro-gruppi sono semplificabili in fase progettuale, fase esecutiva, fase di gestione: per queste i top player di mercato (Autodesk, Oracle, IBM, Microsoft e molti altri) stanno ideando piattaforme dedicate.

Uno degli aspetti chiave del successo dell’AI nel mondo delle costruzioni è la possibilità di utilizzo in piattaforme cloud. Il deployment dell’Intelligenza Artificiale tramite servizi fruibili via web garantisce innanzitutto l’accessibilità con hardware già a disposizione, user-friendly e con un alto grado di affidabilità, dato dalla manutenzione dei sistemi garantita dall’host della piattaforma.

Inoltre, le piattaforme cloud-based sono scalabili a seconda delle esigenze e l’insieme di questi fattori si traduce in un notevole risparmio economico al confronto con servizi di AI on-premises.

Conclusioni

Il 2022 che ci aspetta sarà quindi un anno denso di novità che avranno come parole chiave la sicurezza e la prevenzione.
Se c’è una cosa che i lunghi periodi di quarantena ci stanno insegnando è che gli ambienti dove abitiamo, dove lavoriamo, in cui viviamo devono essere dei rifugi sicuri.
Questo grado di qualità della vita lo otteniamo progettando città migliori, preservando gli edifici con manutenzioni attente, anche prevedendo eventi straordinari.

La ricerca e le tecnologie in evoluzione ci aiutano a migliorare la sicurezza di coloro che lavorano ogni giorno per costruire pezzo per pezzo le nostre case.
E consentono a noi professionisti del settore di operare con i migliori strumenti a disposizione, utilizzando l’innovazione per metterla al servizio di coloro che a opera compiuta usufruiranno delle differenti attività che l’intero settore delle costruzioni svolge.

Lo sguardo rivolto al futuro è di curiosità verso le novità in arrivo, ADHOX sarà in prima linea per scoprirle e condividerle!